Un “vecchio” nuovo modello di Commodore 64!

Nel ricercare e documentare la storia dell’informatica le sorprese non mancano mai, pur pensando di conoscere ormai tutto di un determinato modello o marchio ogni tanto spunta qualcosa che riesce ancora a sorprenderci.

Più di una volta ho scritto che catalogare tutti i modelli di computer usciti durante il periodo d’oro della diffusione dell’informatica personale è un lavoro improbo e (quasi) impossibile, le aziende produttrici sono state migliaia e decine di migliaia i modelli progettati e prodotti.

Il periodo che va dai primi anni ’80 ai primi anni ’90 del 1900 è stato un periodo unico e (probabilmente) irripetibile, per la storia dell’informatica. In pochi anni si è passati dai pochi Kb ai Gigabyte, dal singolo megahertz ai più gigahertz, non passava mese dove un nuovo modello uscisse rendendo obsoleto tutto quello che si era visto sino al mese precedente.

Viene identificato come il periodo della nascita e morte del settore “home” computer, il primo che diffuse l’informatica di massa in tutte le case del mondo facendo uscire l’informatica dai settori business e della ricerca che la avevano caratterizzata sino a quel momento.

Il Commodore 64, rappresenta in quegli anni un vero e proprio record, un computer rimasto in produzione dal 1982 al 1994 praticamente uguale a se stesso dal primo modello all’ultimo, vendendo milioni e milioni di unità in tutto il mondo e di cui si conosce (quasi) tutto, è stato il più popolare ed è ovviamente ora il più conosciuto computer di quello specifico periodo storico.

Di versioni differenti del Commodore 64 se ne produssero comunque molte in quel periodo, tra cui anche una versione portatile, il Commodore SX-64, rilasciato nel 1983 è ricordato oggi come il primo computer portatile a colori al mondo. Di questo modello se ne conoscono anche due prototipi, il DX-64 e SX-100 (la versione dual-drive dell’SX-64 e il monocromatico SX-64) mai andati in produzione.

Recentemente ho scoperto però che, oltre a Commodore, altre aziende sperimentarono in questa direzione utilizzando l’hardware del Commodore 64, producendo oggetti che in un primo momento non sembravano certo un computer dato che chiusi erano nascosti dentro una valigetta!

Siemens Belgium, nel 1984, realizzò il “PDC Clipper” (PDC, Professional Data Computer, era una startup basata ad Amburgo).

Basato su una scheda madre C64 con un flat screen elettroluminescente ad alta risoluzione ed un lettore floppy da 3″ pollici, integrava anche un modem con accoppiatore acustico!

Il design è notevole dato che il tutto si adattava all’interno di una normale valigetta 24 ore, rendendo il C64 improvvisamente estremamente portatile.

Purtroppo, PDC fallì prima che potessero vendere una quantità significativa di unità.

Ma oltre a questo, si conosce un’altra azienda che ha sperimentato il concetto di “C64 in una valigetta”: La Jansen EDV, che ha creato il C64 “Attaché”. Simile al Clipper, era basato anch’esso su una scheda madre C64 ma con un normale monitor da 5″ monocromatico. L’Attaché non disponeva di un’unità floppy interna, ma disponeva di un’interfaccia RS232 e di una stampante ad aghi integrata.

Di questo particolare modello (che nulla ha a che spartire con l’omonimo Attaché prodotto da Otrona che è un CP/M basato su Z80) si trovano oggi ancora meno informazioni che del Clipper, qui proponiamo l’unica foto conosciuta e trovata sino ad ora.

Del Clipper invece potete ammirare una gallery di tutte le foto recuperate da intrepidi e fortunati collezionisti possessori di questo raro computer.

©2018 – Carlo Santagostino.

Riferimenti:

http://www.edv-raeke.de/index.php/info-firmengeschichte.html

http://www.commodore.gen.tr/forum/index.php?topic=11342.1245

https://www.2ememain.be/informatique-jeux-vid%C3%A9o/bureautique/commodore/commodore-pdc-clipper-395756088.html

https://c64.berrydejager.com/not-mine-just-some-pictures

http://www.mos6502.com/friday-commodore/let-me-carry-your-c64/

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